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Motore sanità: dalla summer school 2018 il decalogo per il cambiamento della Sanità

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Motore sanità: dalla summer school 2018 il decalogo per il cambiamento della Sanità

Foto: i partecipanti alla Summer School Motore Sanità
Foto: i partecipanti alla Summer School Motore Sanità

Gettate le basi per il necessario cambiamento di governance del Servizio sanitario nazionale, che compie 40 anni. Tra i punti su cui lavorare, competenze, cronicità, personale, liste d’attesa, autonomie regionali, coinvolgimento dei cittadini e fondi integrativi

27 settembre 2018

di Redazione

Quarant’anni e un po’ sentirli. Il Servizio sanitario nazionale (Ssn) spegne le sue prime 40 candeline mostrando le prime rughe, ma dimostrandosi in buona salute. Per far fronte ai segni del tempo che passa è necessario mettere in atto alcune azioni che possano adeguare il sistema di assistenza sanitaria italiano ai tempi che cambiano.

Alcune indicazioni, dieci per la precisione, arrivano dalla summer school 2018 di Motore sanità che ha visto riuniti rappresentanti delle istituzioni nazionali e regionali, della sanità italiana, le principali società medico-scientifiche e le associazioni di categoria e dei pazienti. A cui si sono uniti anche il ministro della Sanità Grillo e quello per gli Affari Regionali Stefani.

Ecco i dieci punti di cui tenere conto per governare il cambiamento del Ssn.

Comunicare ai cittadini che la Sanità italiana è la quarta migliore al mondo e che quindi oltre ai diritti ci sono anche doveri, che nascono dalla corretta percezione del valore di questa assistenza.

  1. È necessario ridisegnare competenze e incarichi in modo da affrontare esigenze che non furono prevedibili al momento dell’istituzione del Ssn, come la cronicità.
  2. Occorre adeguare il numero di professionisti della salute, a livello territoriale e ospedaliero, rispetto alle esigenze della salute della popolazione.
  3. Bisogna aggiornare le competenze dei professionisti della salute, valorizzando il personale utilizzando anche la leva remunerativa.
  4. Tra le prime emergenze a cui far fronte ci sono le cronicità, perché diventeranno prioritarie sempre più nel futuro. Bisogna quindi studiare, accanto a nuove forme di assistenza, percorsi che differenzino in maniera chiara urgenza e cronicità.
  5. Risolvere il problema delle liste d’attesa, coinvolgendo i pazienti in modo che sia comprensibile il fatto che la precedenza terapeutica è un dritto ma è anche un dovere rispettarla. Va quindi dato peso a un diverso “indicatore di attesa” nel ruolo del Ssn e di garanzia dei Lea. Allo stesso modo bisogna agire sul concetto di appropriatezza clinico-prescrittiva.
  6. Agire a livello legislativo per modificare il decreto legge 502/517 del 1992 nell’ottica di riformare la sanità per adeguarla ai tempi che cambiano.
  7. Avviare l’”autonomia differenziata”, cioè normare la possibilità che ogni regione adegui offerte e servizi secondo le proprie disponibilità e esigenze, garantendo comunque il rispetto dei Livelli essenziali di assistenza.
  8. Coinvolgere i cittadini responsabilizzandoli nell’ottica di migliorare i servizi.
  9. Prevedere interventi volti a implementare e normare i fondi integrativi e le mutualità sociali per arginare l’output of pocket.
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