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Farmaci & Co: 51% degli operatori online non sono conformi

MONDO FARMACIA

Farmaci & Co: 51% degli operatori online non sono conformi

Conformità farmaci online

I controlli dei Nas hanno messo in luce irregolarità nel commercio di farmaci online. Siti non autorizzati e prestazioni mediche offerte da soggetti non abilitati all’esercizio della professione sanitaria. Farmaci per disfunzione erettile, calvizie e obesità i più acquistati in Rete

19 novembre 2018

di Redazione

L’ultima in ordine di tempo è la campagna di controlli effettuata a ottobre da parte del Comando dei Carabinieri per la tutela della salute nell’ambito dell’undicesima Operazione Pangea coordinata da Interpol, Europol e Organizzazione mondiale delle dogane. Monitorando i flussi postali provenienti da Paesi terzi in otto aeroporti italiani sono stati intercettati oltre 2.000 pacchi che contenevano quasi 63.000 compresse, capsule e fiale di medicinali commercializzati senza autorizzazione, senza adeguate condizioni di conservazione o vietati dalla normativa antidoping. Merce ad alto rischio per il cliente finale, che per fortuna è subito stata sequestrata dalle autorità.

Tra giugno e settembre invece il Nucleo anti sofisticazione (Nas) dei Carabinieri, sempre collaborando con Interpol, Europol e Agenzia delle dogane, ha bloccato 942 pacchi che contenevano prodotti farmaceutici non dichiarati. Oltre 42.000 pillole e filale ordinate online da clienti italiani.

Ma a cosa servivano questi farmaci? Come rende noto il ministero della Salute, si trattava di prodotti per la disfunzione erettile, per la calvizie, per l’obesità. Tra i farmaci sequestrati, per lo più generici, figuravano anche anabolizzanti.

Le attività illecite condotte in Rete che sono state identificate dai Carabinieri non si limitano però alla commercializzazione di medicinali senza dichiararli. Dai controlli condotti su 650 siti web dedicati alla fornitura di prodotti e servizi per la salute, infatti è emersa anche la fornitura di prestazioni mediche da parte di soggetti non abilitati alla professione medica. Ad esempio una psicologa, poi denunciata, che pubblicizzava un sito a lei collegato dove l’utente poteva trovare valutazioni nutrizionali e regimi dietetici personalizzati dichiarati in grado anche di prevenire l’insorgere di disturbi alimentari, senza che vi fosse un medico specializzato in scienza dell’alimentazione.

Ancora, sono stati identificati i gestori di 11 farmacie online che commercializzavano farmaci senza aver ricevuto l’autorizzazione delle autorità sanitarie e il relativo bollino di riconoscimento per il consumatore.

Truffe anche nel settore dei cosmetici. A Roma sono stati infatti denunciati i rappresentati legali di due aziende che vendevano prodotti per la cura della persona online che pubblicizzavano le proprietà terapeutiche di prodotti cosmetici. Un’operazione, quest’ultima, che ha portato al sequestro di 1.346 confezioni di prodotti per un valore di circa 10.000 euro.

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